Avsnitt
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In questa puntata di Maglietta Sudata, Michele Dalai porta alcune delle maglie che hanno segnato il suo percorso.
Si parte dall’Arsenal di Tony Adams e dalla lotta contro l’alcolismo raccontata nel libro Fuori Gioco, di cui è stato editore per Baldini&Castoldi. Si passa poi a Marco Materazzi, alla leadership, al rapporto tra calcio e social media, alla nascita delle nuove personalità nel calcio moderno e al modo in cui oggi vengono raccontati i campioni.
Dalai racconta anche il legame tra Cristiano Lucarelli e Livorno, la sua passione per Robbie Keane, il futuro dello storytelling sportivo, il ruolo di DAZN e il Mondiale per Club.
Nella seconda parte si parla dei Mondiali 2026: Francia, Spagna, Brasile, Argentina, Germania, Inghilterra e Portogallo. Chi sono le favorite? Quanto conteranno clima, viaggi e altitudine?
Infine il rugby, la sua esperienza alle Zebre Parma, le differenze culturali tra rugby e calcio, le più grandi gioie e delusioni sportive e la sua formazione ideale di tutti i tempi.
E una TOP XI importante.
Una conversazione sullo sport, sulle persone e sulle storie che restano cucite addosso come una maglia.
00:00 Intro
01:20 La sua maglia: perché il numero 14
03:23 Tony Adams, Arsenal e la battaglia contro l’alcolismo
08:29 Il calcio inglese, l’Arsenal e la nascita della Premier League moderna
13:09 Marco Materazzi, leadership e il lato oscuro dei social
19:11 Esistono ancora personalità forti nel calcio?
25:03 Come DAZN racconta il calcio oggi
28:40 Tecnologia, arbitri e trasparenza nel calcio moderno
32:11 Cristiano Lucarelli e l’amore per Livorno
35:13 Calciatori, denaro e scelte di cuore
38:05 Robbie Keane e le meteore che fanno innamorare i tifosi
41:17 Il Mondiale 2026 raccontato da DAZN
44:01 I Mondiali del 1982 e del 2006
48:35 Francia: può vincere il Mondiale?
50:41 Spagna e l’impatto di Lamine Yamal
52:04 Brasile e l’effetto Ancelotti
54:19 Argentina, Messi e la mentalità vincente
55:59 Germania e la nuova generazione
57:25 Inghilterra e Portogallo: occasioni o illusioni?
59:11 Le nazionali africane possono essere la sorpresa?
01:01:34 Le Zebre Parma e il rugby professionistico
01:05:57 Cosa può imparare il calcio dal rugby?
01:07:28 E cosa può imparare il rugby dal calcio?
01:10:02 Le più grandi gioie sportive di Michele Dalai
01:10:40 Le delusioni che non ha mai dimenticato
01:12:54 La Top 11 ideale di Michele Dalai
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Ci sono maglie che raccontano storie. E poi ci sono quelle che valgono milioni.
In questo episodio di Maglietta Sudata, parliamo con Stefano Tino, DG Betsson Group : dalla passione per la Salernitana al lavoro nel cuore del marketing sportivo europeo.
Un viaggio tra il calcio vissuto da tifoso, business delle sponsorizzazioni, lo storytelling dei bran e il valore reale di una maglia.
Dalle emozioni dello stadio alle strategie da milioni di euro: cosa c’è davvero dietro una maglia?
Guarda fino alla fine per capire come nasce una maglia, quanto conta davvero uno sponsor… e perché il calcio è molto più di uno sport.
00:00:00 Intro
00:00:01 Stefano Tino, DG Betsson Group Southern Europe
00:00:59 La maglia della Salernitana: identità e famiglia
00:02:00 La stagione 98/99 e il sogno Serie A
00:03:21 I giocatori simbolo e quella squadra sottovalutata
00:05:27 Il primo stadio a 4 anni: nasce la passione
00:06:26 Cosa significa il calcio al Sud
00:09:56 Fallimenti e resilienza delle tifoserie
00:13:04 Il rapporto con Napoli e il concetto di appartenenza
00:15:32 Agostino Di Bartolomei: il ricordo e l’eredità
00:22:23 Le maglie di oggi: Dia e Candreva
00:27:05 Dal tifoso al manager: entrare nel calcio business
00:29:29 Perché scegliere l’Inter come sponsor
00:32:03 Quanto vale davvero una sponsorizzazione
00:34:04 Inter, Juventus, Roma: come si sceglie un club
00:36:26 Sponsor e club: come si lavora insieme
00:39:23 Il calcio come azienda (e perché l’Italia è indietro)
00:46:42 Come si misura il ritorno di una sponsorizzazione
00:50:07 Strategie locali vs globali nel marketing sportivo
00:56:01 Il “gioco delle tre carte” del media value
00:57:50 Come nasce una maglia (davvero)
00:59:11 Regole, sponsor e design: cosa si può fare e cosa no
01:07:59 Finale Champions: analisi da sponsor
01:14:00 Totti, Baggio, Cannavaro: lavorare con le leggende
01:21:28 Il caso Adriano e il rispetto per Baggio
01:23:37 Sponsorizzare sport “minori”: perché farlo
01:29:29 Colombia e Africa: il calcio visto da fuori
01:37:24 Quanto conta la fortuna nello sport
01:40:04 Delusione e gioia da tifoso
01:42:50 Giovani talenti e futuro del calcio
01:44:14 Chi vincerà Mondiale e Champions
01:50:34 I migliori sponsor di sempre
01:57:56 Il sogno: costruire un club da zero
02:00:45 Fare questo lavoro: passione o destino
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Saknas det avsnitt?
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Una conversazione tra calcio e memoria con Paolo Maggioni, conduttore della Domenica Sportiva.
Dalla maglia di Paolo Rossi 1982 alla Domenica Sportiva, passando per Maradona, il Parma degli anni ’90 e il Chievo dei miracoli, fino al tema centrale: oggi il calcio si racconta ancora o si consuma?
Registrato alla Biblioteca dello Sport Gianni Mura, un luogo che è già racconto.
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Mario Beretta ha attraversato tutto il calcio italiano:
dai campi di provincia alla Serie A, fino al vertice del Settore Tecnico FIGC.
In questa puntata di Maglietta Sudata si parla di formazione, errori del sistema, giovani talenti e futuro del calcio italiano.
Un viaggio tra maglie, spogliatoi e idee.
Per capire cosa resta davvero dopo la fatica.
00:00 Intro
00:40 Chi è Mario Beretta oggi (Settore Tecnico FIGC) 
03:00 La prima maglia: Pro Patria e l’inizio del viaggio 
05:00 La vocazione di allenare (e i 13 anni da insegnante) 
07:20 Il senso del settore giovanile: formare persone prima dei calciatori 
11:00 La responsabilità degli allenatori sui ragazzi 
14:00 Il problema dei giovani: abbandono e pressione 
22:00 Dalla Serie C alla Serie A: la scalata 
31:00 Il salto al Chievo: la prima Serie A 
37:00 Parma tra caos e risultati incredibili 
41:00 Siena e il calcio dei contesti 
48:00 L’esperienza al PAOK: calcio globale e caos 
52:00 Brescia, Cesena, Siena: gli ultimi anni in panchina 
58:00 Il ritorno ai giovani: Cagliari e Milan 
60:00 Il senso di appartenenza e la formazione dei ragazzi 
67:00 Bayern Campus: cosa fanno meglio degli italiani 
71:50 Futuro del calcio italiano: ce la faremo? 
72:40 L’errore dei giovani allenatori 
73:30 La Top XI dei giocatori allenati 
75:20 I nativi americani e la filosofia personale 
76:00 Outro — cosa resta dopo la fatica 
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In questo episodio incontriamo @jpata (Alessandro Patacchini): ex calciatore, creator e voce autentica del calcio digitale.Dall’Inter al web, passando per infortuni, sacrifici e seconde possibilità.Un racconto diretto, senza filtri, su:– settore giovanile– pressione e sacrifici– mondo creator– calcio reale vs calcio raccontato01:06 La mia prima maglia (Inter, regalo del padre)
03:00 Il valore emotivo delle maglie
04:03 Il provino e l’ingresso all’Inter
05:00 Il primo allenamento ad Appiano
07:44 L’impatto emotivo del passaggio all’Inter
09:11 Quando cambia tutto nel settore giovanile
11:45 Il momento in cui il calcio smette di essere divertimento
13:20 Cosa i tifosi non capiscono dei calciatori
15:33 Social, critiche e pressione
17:18 Sacrifici e vita reale del calciatore
20:06 Gli infortuni e la fine del sogno
21:49 Il rapporto con il proprio passato
22:50 Il suo ruolo in campo
25:10 Lo scudetto con l’Inter Under 15
26:54 La maglia numero 10 e la squadra
28:30 I talenti del settore giovanile
31:53 La finale contro il Parma
32:29 Il gol e i momenti chiave
34:14 Come nasce JPata
36:52 Il boom dei primi video
39:43 Il progetto Play2Give
43:29 Le leghe creator (YouTuber League, GOAT League)
45:10 L’esperienza GOAT League
46:40 Selezione giocatori: calcio vs contenuto
49:03 Kings League: livello e pressione
50:27 Il problema dello spettacolo nel calcio
52:22 Differenze tra calcio reale e Kings League
54:30 Il problema della “clip”
55:21 Allenare: esperienza e visione
56:53 I giovani oggi e il rispetto nello spogliatoio
59:43 Domande scomode 🔥
73:55 Top 11 Inter
75:10 Il mito Milito
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Ci sono allenatori che lavorano nell’ombra.
Senza telecamere. Senza stadi pieni.
Ma con davanti il momento più delicato di tutti: quello in cui un ragazzo sogna di indossare una maglia importante.
In questo episodio di Maglietta Sudata parliamo con Stefano Bellinzaghi, oltre vent’anni nei settori giovanili di Inter, Cagliari e Milan.
Ha visto crescere giocatori come Federico Dimarco, Andrea Pinamonti, Federico Bonazzoli, Davide Bartesaghi, Willy Gnonto, Salvatore Esposito e tanti altri.
Un viaggio dentro il calcio giovanile, tra talento, pressione, genitori, resilienza e quel confine sottilissimo tra promessa e realtà.
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00:00 Intro – I sogni nascono nei campi vuoti 
00:00:37 Chi è Stefano Bellinzaghi: 20 anni nei vivai professionistici 
00:01:14 Il ruolo dell’allenatore: educatore prima che tecnico 
00:03:30 La “sua” maglia: l’Inter 
00:05:09 Gli inizi alla Barona: da giocatore ad allenatore a 21 anni 
00:07:34 La chiamata dell’Inter e la presidenza Moratti 
00:10:44 Federico Dimarco: quando arretri un attaccante e trovi un esterno 
00:15:17 Settore giovanile e pressione: il peso delle aspettative 
00:20:20 Vittoria vs formazione: il vero obiettivo 
00:23:09 Pinamonti, Bonazzoli e il mito del “predestinato” 
00:28:54 Lo Scudetto Giovanissimi con l’Inter 
00:36:33 Willy Gnonto e la crescita non lineare 
00:41:52 L’esperienza a Cagliari: identità, appartenenza e cultura sarda 
00:46:15 Il Milan e gli Allievi Nazionali: la categoria più formativa 
00:50:48 Bartesaghi e Zeroli: pazienza e perseveranza 
00:56:23 Il messaggio ai genitori: meno narrazione, più realtà 
01:04:23 Il talento più puro allenato: Davide Merola 
01:09:10 Dalla Primavera alla Serie D: allenare adulti 
01:14:12 Il futuro: perché oggi sceglie le prime squadre 
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Un episodio che racconta cosa succede prima che un calciatore diventi famoso. E cosa succede, più spesso, quando non lo diventa.
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Ci sono maglie che sono più di un pezzo di stoffa. Sono memoria, identità, rivoluzione.
In questo episodio di Maglietta Sudata facciamo un viaggio dentro la storia di NR – Nicola Raccuglia, il marchio che ha vestito Napoli, Milan, Roma, Lazio, Sampdoria, Fiorentina e persino la Nazionale Italiana.
Con Enzo Raccuglia ripercorriamo gli anni d’oro del calcio tra ’70 e ’90: Maradona, Giannini, Scirea, Galeone, il Pescara spettacolare, il Napoli dello Scudetto, la Longobarda di Oronzo Canà e il legame incredibile tra calcio e cinema.
Un racconto fatto di sogni, imprenditoria, tanto lavoro e sudore, con l'umiltà dell'Italia degli '80.
Se ami il calcio degli anni ’80, le maglie iconiche e le storie dietro le quinte, questo episodio è per te.
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Un ragazzino di 6 anni in un borgo di Verona. Ha talento e il Verona se ne accorge. Tutta la trafila, dove ho la possibilità anche di giocarci insieme per qualche partita, e poi il salto nel calcio professionistico. Il sogno che diventa realtà. Oggi ospitiamo Claudio Ferrarese, una carriera con tante maglie tutte molto sudate e amate. Dall'Hellas Verona, alla Salernitana, al Torino, dalla Pistoiese, al Napoli. Alla fine il sogno continua come direttore sportivo protagonista di un trasferimento che fece notizia. Sembra tutto un sogno, ma Caio è riuscito a realizzarlo.
00:26 – Claudio Ferrarese: dall’ex compagno di squadra al direttore sportivo
01:08 – “Qual è la tua maglia?” La risposta è Verona
01:44 – La prima maglia del Verona: il numero 22
02:34 – Gli inizi da bambino: Virtus Verona, Gigi Fresco e i primi calci
03:46 – Il ruolo in campo: seconda punta, esterno d’attacco
03:52 – Gli allenatori che contano: Gigi Cagni e l’educazione al lavoro
04:56 – Cesare Prandelli e la crescita definitiva
05:27 – Il settore giovanile e il valore dei “maestri”
06:51 – Primavera e prima squadra: convivere con l’attesa
08:31 – Il debutto tra i grandi: Cesena–Verona con Collina
09:58 – Il primo assist e la fiducia di Perotti
10:11 – L’esordio in Serie A al Bentegodi
10:53 – Giovani e carriera: giocare o restare in panchina?
11:18 – La scelta di andare in Serie B: Pistoia come passaggio chiave
12:49 – Camoranesi, Cassano e la Serie A che non aspetta
13:19 – Il rapporto con i tifosi di Verona
14:28 – Cambiare spesso maglia: necessità o scelta
18:11 – Torino: la maglia che pesa, la Serie A e la storia granata
19:01 – La promozione con il Torino davanti a 70.000 persone
20:22 – Le maglie “pesanti”: lanetta, feltro e calcio di un’altra epoca
21:45 – Quando si parla troppo di te: pressioni e Nazionale
23:38 – La maglia dell’Italia Under 18
24:54 – Europei giovanili, Jugoslavia e Stankovic
25:35 – Chi meritava di più: i compagni rimasti indietro
27:04 – Il ritorno a Verona nel 2006
27:18 – Ventura: uno degli allenatori più forti della carriera
29:02 – La rincorsa salvezza e la tragedia sportiva con lo Spezia
30:51 – Restare in Serie C: una scelta di cuore, non di testa
32:20 – Il peso di quello snodo nella carriera
33:11 – La fine del calcio giocato e l’idea di restare nel calcio
33:59 – La maglia di Del Piero: Verona–Juventus di Serie B
35:23 – I grandi campioni e il rispetto dentro al campo
36:46 – Da giocatore a direttore sportivo: una nuova vita
38:34 – Il colpo Maicon in Serie D: un trasferimento storico
40:40 – Maicon, il figlio e l’impatto mediatico
42:39 – Come si riconosce un talento: l’occhio del direttore
43:49 – La soddisfazione di far esplodere un giocatore
45:06 – Perché tanti giovani non arrivano
46:26 – I talenti di ieri e quelli di oggi: cosa è cambiato
47:46 – Strutture, strada e social: il calcio che non c’è più
49:45 – Domande secche: i più forti ruolo per ruolo
53:04 – “La mia carriera? Potevo fare di più”
55:36 – Il ritorno alla Virtus Verona da giocatore
57:19 – Il messaggio al bambino che sognava il calcio
Maglietta Sudata è un progetto 7:31 LAB di Alessio Albano.
Tik Tok: tiktok.com/@magliettasudata
Instagram: instagram.com/alkatim
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In questo episodio di SWEAT DREAMS ospite Giuseppe Bergomi, uno dei simboli assoluti dell’Inter e del calcio italiano.
Io sono Alessio Albano e insieme allo "zio" Giuseppe Bergomi ripercorriamo un viaggio fatto di calcio vero, spogliatoio, leadership e momenti che restano addosso per sempre: dal Mondiale ‘82 vissuto da diciottenne fino alla maglia di Socrates scambiata dopo Italia-Brasile, passando per le svolte all’Inter e ferite ancora aperte come Italia ‘90 e il nuovo corso da allenatore dei ragazzi e da commentatore ancora una volta Campione del Mondo.
📌 Se ti piacciono le storie di calcio raccontate attraverso le maglie, iscriviti al canale e dimmi nei commenti qual è “la tua maglia”.
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00:00 – Intro: le maglie che diventano storie
00:37 – Bergomi: 750 presenze, Mondiale ‘82 e “l’ultimo pallone”
01:30 – “Ti ricordi?”: la memoria di chi ha vissuto tutto
02:39 – L’esordio in Nazionale e il destino a Lipsia
04:30 – Da “riserva della riserva” a convocato vero
04:51 – Il debutto contro il Brasile: “giovane e incosciente”
05:49 – Le maglie incorniciate: esordio Inter e Mondiale ‘82
06:56 – La maglia di Socrates: il valore di uno scambio
08:17 – Come nasce lo scambio con Socrates nel post-partita
10:05 – I provini: da Settala all’Inter
11:15 – “Sei preso”: il momento in cui cambia tutto
14:27 – Esordio Inter (22 febbraio 1981): l’aneddoto
15:47 – Bearzot: valori, rispetto e mentalità da gruppo
16:40 – “Ho pianto solo per un allenatore”: Radice
17:27 – L’era Trapattoni: crescita, titoli e mentalità
18:22 – Il bivio: offerte e scelta di restare all’Inter
19:25 – L’aneddoto su Bagnoli e la squadra che cambia
22:12 – Bergomi e la versatilità tattica (destra, centro, sinistra)
25:16 – Come cambia la difesa dopo il Brasile (assenze e scelte)
27:00 – Preparare le marcature: Tardelli e il “biondo”
29:14 – Italia ‘90: aspettative, capitano e sconfitta
30:31 – Il Mondiale di Schillaci e Baggio: la squadra che si trasforma
31:12 – L’atmosfera dell’Olimpico e il senso di appartenenza
33:14 – Le maglie Italia anni ‘86-‘90: Diadora e dettagli tecnici
36:05 – Inter-Roma 2-0 e ricordi di squadra
37:34 – La nascita dell’Inter dei record: Zenga, Ferri, Berti, Matthäus, Brehme
39:45 – Partenza difficile e reazione del gruppo (stampa e pressione)
42:10– Il grande Lothar, esempio totale
44:00 – Le tre coppe UEFA con l'Inter. La mia preferita.
46:15 – L'anno di Ronaldo, aneddoti a gogo
51:55 – La mia ultima maglia con l'Inter
52:45 – L'ultimo anno all'Inter
56:48 – Beppe Bergomi al Verona di Prandelli?
59:38 – La proposta di Telepiù, Caressa e Arrigoni
1:01:03 – Il mondiale del 2006 da commentatore
1:03:54 – Tre tipi di telecronache
1:04:25 – L'aggiornamento di un telecronista
1:10:55 – One Club Man, un'emozione grande regalata dall'Athletic Bilbao
1:14:23 – La INTER TOP XI coi miei compagni di squadra
1:21:08 – Il movimento calcistico italiano e i giovani
1:25:36 – I Bindùn, i girovaghi della Solidarietà
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In questo episodio di Sweet Dreams, Lea Orifici racconta come il calcio sia entrato nella sua vita in modo silenzioso, quasi laterale, fino a diventarne una parte centrale.
Dai primi passi a Roma TV, in anni in cui i club iniziavano appena a pensarsi come media, alla crescita professionale davanti alle telecamere. Dal racconto del calcio fatto dall’interno, al desiderio di allargare lo sguardo, fino a Mundialito, la trasmissione che oggi conduce e che prova a raccontare il pallone come linguaggio globale, estetico, culturale.
In mezzo c’è una storia personale che cambia direzione: un Cammino fatto quando le certezze mancavano, una chiamata arrivata nel momento meno comodo, e un rapporto con il calcio che cresce nel tempo — senza eredità familiari, senza tradizione — fino a irradiarsi anche dentro casa, trasformando le abitudini, i fine settimana, le conversazioni.
Si parla di maglie, ma soprattutto di quello che restano quando le stagioni finiscono.
Di come certe passioni non nascano all’improvviso, ma si costruiscano passo dopo passo, fino a diventare parte di chi sei.
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Ci sono maglie che non sono solo pezzi di stoffa, ma ricordi, legami, identità.
In questo episodio di Sweet Dreams, Alessandro Di Battista parte dalla sua maglia del cuore per raccontare il calcio vissuto davvero: il primo stadio con il padre, la Serie B come orgoglio, l’Olimpico, la Lazio, Paul Gascoigne e un amore assoluto per Gigi Casiraghi.
Con Alessio Albano, la conversazione attraversa derby indimenticabili, gol sporchi e gol meravigliosi, il valore del sacrificio e il rispetto per chi in campo non ha mai fatto un passo indietro.
Poi la voce di Gigi Casiraghi: il campo come battaglia, il calcio inglese, la Nazionale, Zeman, Sacchi, la fatica, il coraggio e il piacere puro del gioco.
In mezzo un set di maglie con molte chicche tra cui la maglia di Ronaldo scambiata dopo la finale USA94 a Pasadena con un allora ancora sconosciuto Fenomeno, una maglia di Maradona in una delle sue ultime partite in Italia e tante altre.
Un episodio che parla di calcio, sì.
Ma soprattutto di memoria, carattere e appartenenza.
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Ci sono maglie che non raccontano una partita. Raccontano una vita.
Chiara Giuffrida porta sul tavolo la sua prima maglia: il Catania.
Da lì partono il calcio, la famiglia, la gavetta, la Serie B, la Serie A, il lavoro davanti alle telecamere e i sogni che si costruiscono un passo alla volta.
E poi una emozionante intervista con Caracciolo del Pisa che si porta dietro una maglia particolare, l'esperienza a Radionerazzurra e le maglie dell'Inter fino alla maglia del cuore.
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Ci sono maglie che, appena le sfiori, sembrano riaprire una porta.
Una porta su un’età in cui tutto era possibile, tutto era enorme, tutto era sogno.
Simone Tiribocchi arriva con una di quelle maglie. Una maglia che porta con sé l’odore di un torneo che, per un ragazzo della Primavera, era quasi un passaggio di frontiera: il Torneo di Viareggio.
Il torneo dei tornei.
In quegli anni significava crescere all’improvviso. Giocare davanti a occhi importanti, condividere lo spogliatoio con compagni che stavano diventando uomini, capire cosa vuol dire appartenere a un gruppo che vede lontano.
Quella maglia, oggi, non racconta solo partite. Racconta la sensazione di trovarsi nel posto giusto, nel momento giusto. Racconta un cammino fatto di amicizie, di intuizioni, di passi avanti che non ti rendi conto di aver fatto finché non li guardi da lontano.
È un ricordo che non vuole insegnare, ma suggerire.
Non vuole chiudere un cerchio, ma lasciarlo aperto per chi ascolta.
Questo episodio è un viaggio dentro una maglia che ha segnato un prima e un dopo.
Una storia che inizia da ragazzi, ma parla a chiunque abbia avuto un sogno abbastanza grande da non stare in una tasca.
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Ci sono maglie che non sono semplici divise. Sono pezzi di vita.
In questo episodio di Sweat Dreams, Stefano Sorrentino apre il suo baule dei ricordi e ci porta dentro una storia che parte da un bambino di 8 anni che si vede arrivare a casa una maglia speciale: quella di Diego Armando Maradona, portata dal papà portiere. Da lì nasce tutto.
Con Stefano ripercorriamo una carriera costruita “ruspando”, tra sacrifici, aneddoti incredibili e personaggi che hanno segnato un’epoca:
– L’incontro da bambino con Maradona
– L’esordio in Serie B e Serie A tra Torino e Lecce
– Palermo, il Chievo, gli allenatori, gli uomini di calcio
– I rigori, studiati come un’ossessione
– Le storie con Ronaldo, Messi, Totti, Del Piero
– La forza delle maglie, dei ricordi e delle emozioni
Un racconto sincero, profondo e pieno di calcio vero.
🎧 Guarda anche su Youtube: https://youtu.be/tG2_lh6-2os
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In questa puntata di Sweat Dreams, Nicola Legrottaglie ci porta dentro la sua storia: dalla favola del Chievo dei miracoli, alla chiamata della Juventus, fino al ritorno alla serenità attraverso la fede, la disciplina e la rinascita personale.
Ma il vero filo conduttore è la maglia.
Non solo un simbolo sportivo, ma un segno di appartenenza, di identità, quasi un’estensione dell’anima.
Per Legrottaglie ogni maglia racconta un percorso — quello di un ragazzo partito da Gioia del Colle che ha saputo attraversare le luci e le ombre del calcio italiano restando fedele a sé stesso.
Un dialogo sincero e profondo su successo, cadute, rinascita e spiritualità, dove il calcio diventa una metafora di vita.
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Ci sono maglie… e poi ci sono le maglie che restano.
Quelle che quando le tiri fuori da un cassetto non senti solo il tessuto… ma il tempo che passa.
In questo episodio di Sweat Dreams, ho incontrato Gianfelice Facchetti.
Attore. Scrittore. Uomo di parola.
Figlio di Giacinto, capitano con la fascia stretta al braccio e lo sguardo largo sul campo.
Uno che non urlava. Ma guidava.
Abbiamo parlato di maglie.
Di quella bianca con la striscia nerazzurra e il numero 3 cucito a mano.
Della Nazionale, del 10 per caso e del 6 per destino.
Di Cambiasso, che la indossa due volte.
Poi, il calcio. Quello vero.
Quello della Pinetina, dei lunedì sera con i tifosi, delle strette di mano che valevano più di un contratto.
Il calcio dei telegrammi al capitano prima delle partite importanti della Nazionale.
Il calcio dove Scirea e Facchetti parlano piano…
ma ancora li senti, se ti fermi ad ascoltare.
C’è anche il racconto di una Coppa dei Campioni sopravvissuta a un furto,
di un incontro con Pelé,
di Zanetti, Di Bartolomei,
e di quel giorno a Monaco…
È stato un viaggio. Dentro una maglia,
ma anche dentro un’epoca,
dentro un’eredità.
E dentro il cuore.
Questo è Sweat Dreams.
Storie di calcio cucite sulla maglia.
Io sono Alessio Albano.
E questa… è una storia che vale la pena ascoltare.
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11 luglio 2021, Wembley. Italia-Inghilterra vale la coppa d'Europa. Tutta l'Italia delusa per la mancata qualificazione al mondiale 2018 ritrova il gusto di trovare una squadra meticolosamente ricostruita nella mentalità, nel gioco e nel carattere dal ct Roberto Mancini e dal suo staff in cui emerge Gianluca Vialli. Una squadra che, partita dopo partita, ci ha fatto innamorare e ci ha fatto vivere nuovamente le notti magiche di un tempo. Oggi ricordiamo quel gruppo, quella meravigliosa maglia che ricorda il nostro Rinascimento calcistico e quella finale che ci ha esaltato come tifosi e popolo. @nazionaledicalcio #magliecalcio #footballjersey #italia #campionideuropa #euro2021
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In questo episodio di Sweat Dreams incontriamo Gianmarco Valenza, personaggio televisivo, volto social e interista viscerale. Nato a Latina e orgoglioso della sua città, Gianmarco ci racconta come il legame con le proprie radici si intreccia con una passione calcistica autentica, fatta di trasferte, lacrime, maglie leggendarie e progetti solidali.
Non è un collezionista in senso stretto, ma nel suo armadio custodisce due cimeli che ogni tifoso nerazzurro vorrebbe toccare almeno una volta: la maglia di Ronaldo della finale UEFA del 1998 e quella del Triplete del 2010. Due reliquie che racchiudono la gloria, l’attesa e l’esplosione di un sogno diventato realtà.
Gianmarco ci parla anche di Play2Give, il progetto benefico che lo vede protagonista in campo, dove il calcio diventa strumento per fare del bene e costruire comunità.
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Sono le 18 e 4 minuti del 14 maggio 2000 e la LAZIO è CAMPIONE D'ITALIA! Sembra incredibile ma non lo è. Il sogno è diventato realtà. Un giorno indimenticabile per tutti i tifosi laziali e per gli appassionati di calcio in genere. Quel giorno, infatti, la Lazio del presidente Sergio Cragnotti, allenata dallo svedese Sven Goran Eriksson, torna campione d’Italia, aggiudicandosi lo scudetto nell’ultima giornata di campionato. Una vittoria memorabile perché la Juventus perde la partita sotto il diluvio di Perugia e la squadra biancoceleste si aggiudica il tricolore con solo un punto di distacco. In questo episodio i due autori incontrano Lisa per raccontare gli aneddoti e le curiosità di quello straordinario e incredibile scudetto. Il più incredibile di sempre. Con @LisaOffside e gli autori Manuele Baiocchini e Valerio Spina. Prodotto da Alessio Albano Sweat Dreams è una produzione 7:31 LAB. In tutte le librerie e su Amazon: #lazio #scudetto #football #seriea @manuele baiocchini @Lisa Offside
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