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L’infante Enrique di Castiglia, principe di alto lignaggio e pronipote di Federico II, appare sulla scena italiana negli anni burrascosi del tramonto della dinastia sveva e della sua sostituzione con la potenza angioina. Don Enrique, oppure don Enrico per gli italiani, era un mercenario e condottiero eccellente che offriva i suoi servigi al migliore offerente, accumulando così una ricchezza fiabesca e guadagnandosi la fama leggendaria di uomo invincibile.
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L’infante Enrique di Castiglia, principe di alto lignaggio e pronipote di Federico II, appare sulla scena italiana negli anni burrascosi del tramonto della dinastia sveva e della sua sostituzione con la potenza angioina. Don Enrique, oppure don Enrico per gli italiani, era un mercenario e condottiero eccellente che offriva i suoi servigi al migliore offerente, accumulando così una ricchezza fiabesca e guadagnandosi la fama leggendaria di uomo invincibile.
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La vita di Margherita, figlia di Federico II e Isabella d’Inghilterra, si svolse in Germania, per esattezza a Wartburg, castello vicino Eisenach in Turingia. Era sposa del conte Albrecht von Wettin, detto anche “il degenerato” per il suo carattere crudele e violento di cui soprattutto Margherita fu bersaglio preferito.
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La vita di Margherita, figlia di Federico II e Isabella d’Inghilterra, si svolse in Germania, per esattezza a Wartburg, castello vicino Eisenach in Turingia. Era sposa del conte Albrecht von Wettin, detto anche “il degenerato” per il suo carattere crudele e violento di cui soprattutto Margherita fu bersaglio preferito.
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Beatrice di Svevia, figlia di Re Manfredi e della seconda moglie Elena d’Epiro, passò, come i sui fratelli Enzo, Federico e Enrico, tutta la sua fanciullezza e gioventù nelle tetre prigioni di Carlo d’Angiò prima di essere liberata dall’esercito aragonese, inviato da Pietro d’Aragona nel Regno di Sicilia per liberarlo dall’occupazione francese.
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Beatrice di Svevia, figlia di Re Manfredi e della seconda moglie Elena d’Epiro, passò, come i sui fratelli Enzo, Federico e Enrico, tutta la sua fanciullezza e gioventù nelle tetre prigioni di Carlo d’Angiò prima di essere liberata dall’esercito aragonese, inviato da Pietro d’Aragona nel Regno di Sicilia per liberarlo dall’occupazione francese.