Avsnitt
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Nicola Brunialti
"Parental Fuori Control"
Convivere con i propri genitori e uscirne sani e salvi
Illustrazioni di Fumeddy
Gallucci Editore
www.galluccieditore.com
Alzati, lavati, pulisci, metti in ordine, studia, apparecchia, sparecchia, spegni la luce, dove vai? Con chi? Va’ piano! Stai sempre al cellulare, ai miei tempi…
E, tra lamentele e raccomandazioni, resta poi ben poco spazio per parlarsi davvero.
Finalmente un piccolo manuale di sopravvivenza con alcune strategie semplici ed efficaci per mettersi in salvo dal fuoco incrociato di rimproveri e imposizioni, ma anche le risposte a tutto quello che non avete mai osato chiedere ai vostri genitori. Un libro per comprendere da vicino lo strano mondo degli adulti…
Che poi alla fine non sono così male, basta solo saperli prendere (non a parolacce).
Nicola Brunialti ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim, Alitalia. È autore di Chi ha incastrato Peter Pan? e di altri programmi televisivi; ha scritto le canzoni Dormono tutti per Renato Zero e, con Simone Cristicchi, Abbi cura di me. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Incontra spesso i suoi lettori in occasione di festival letterari e nelle scuole.
Edoardo Testi, in arte Fumeddy, è un fumettista, vignettista e illustratore abruzzese classe 1989. Cresciuto a pizza, fumetti e cartoni animati, è sbarcato sul web con un’unica missione: capovolgere ogni broncio in un sorriso (anche amaro). È allergico al pelo dei gatti, ma li accarezza lo stesso.
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Sergio Valzania
"I libri della Bibbia"
Edizioni La Vela
www.edizionilavela.it
"I libri della Bibbia"
Questa collana propone i libri della Bibbia nella traduzione curata dalla CEI, in un formato agile, senza note e commenti, con l’intento di accrescerne la conoscenza e la diffusione, tra i credenti e tra quanti desiderano confrontarsi con la parola di Dio.
Genesi
In “Genesi” sono comprese le storie più note dell’“Antico Testamento”. Vi si trova la creazione del mondo, compiuta da Dio in sei giorni, ai quali ne aggiunse un settimo dedicato al riposo e alla contemplazione. Ad essa fa seguito la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. Ci sono poi l’omicidio di Abele da parte di Caino e il diluvio universale. Da Noè e dai suoi figli discende una nuova popolazione, che però ambisce a emulare Dio, attraverso la costruzione di una torre destinata a raggiungere il cielo.
Qoèlet
“Qoèlet” racconta di una ricerca della felicità risolta nella consapevolezza del mistero del creato, del quale apprezza la grande bellezza.
Lo sconosciuto autore del libro è fiducioso nell’esistenza di una divinità creatrice, le cui motivazioni sono trascendenti, la quale «ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine». Qoèlet suggerisce con delicatezza che a tale divinità è opportuno affidarsi.
Cantico dei Cantici
Il titolo del libro è una forma di superlativo assoluto ebraico, che in quella lingua è possibile costruire anche sui sostantivi. In italiano suonerebbe circa come “canticissimo”. Significa il migliore dei cantici.
Per gli ebrei l’amore descritto è quello tra Dio e il popolo eletto. Le interpretazioni cristiane si riferiscono alla relazione tra Cristo e la chiesa, a Maria modello eccellente della chiesa, o al rapporto spirituale tra Dio e l’anima individuale.
Sergio Valzania, storico e studioso della comunicazione, docente di scienza della comunicazione presso le Università di Genova e di Siena, dal 1999 al 2009 è stato direttore di Rai Radio 2; dal 2002 al 2009 è stato inoltre direttore dei programmi di RadioRai. Tra i programmi da lui realizzati: “Viva Radio2”, “Alle 8 della Sera”, “I cammini della radio verso Santiago di Compostella” e “Sulla via Francigena”. Dal 2011 al 2015 è stato vicedirettore della struttura di RadioRai. Attualmente collabora con Radio InBlu2000, per la quale realizza “La Biblioteca di Gerusalemme”, e con le pagine culturali de “L’Osservatore Romano”. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo: “La pace mancata. La conferenza di Parigi e le sue conseguenze” (con Franco Cardini), Milano, Mondadori, 2018; “Le guerre dell’oppio. Il primo scontro tra Occidente e Cina 1839-1842, 1856-1860”, Milano, Mondadori, 2024. Per La Vela ha recentemente pubblicato “101 storie dei Padri del Deserto.
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Saknas det avsnitt?
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Alvise Trisciuzzi
"Il caso dell'uomo che fu ucciso due volte"
Newton Compton Editore
www.newtoncompton.com
Fabio Mazza ha infranto cuori e distrutto matrimoni e ora il suo corpo giace privo di vita nella piazza del paese. È stato colpito due volte da due mani diverse, ma qual è quella che ha inferto la ferita mortale? Toccherà al maresciallo Arturo Bonomi scoprirlo.
Un’indagine del maresciallo Arturo Bonomi
Nel paesino della Bassa avvolto nella nebbia è avvenuto un misterioso omicidio. La vittima è Fabio Mazza, il rubacuori locale. I sospetti sono tanti: indifferente com’era al fatto che la sua conquista fosse sposata o meno, il morto si era fatto molti nemici, e certo non aiutano le condizioni del corpo trovato in mezzo alla piazza. Fabio Mazza presenta, infatti, due ferite mortali, come se l’avessero ammazzato due volte: con un colpo di pistola e tagliandogli la gola. Il maresciallo Arturo Bonomi, aiutato dall’ineffabile dottor Peruzzi, da Boris l’oste e dal resto della sua compagnia di amici, è costretto a addentrarsi nei segreti e nei vizi dei suoi compaesani, scoprendo un mondo di gelosie brucianti e passioni nascoste, amori che iniziano e amori che finiscono, femmes fatales e mogli insoddisfatte... ma chi tra loro sarà il vero assassino?
Alvise Trisciuzzi
È nato a Padova nel 1974 e adesso vive con la famiglia a Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei. È avvocato, un volontario AVIS (ci tiene a ricordare l’importanza delle donazioni di sangue) e un grande appassionato di sport: ciclismo, basket e football americano, ma solo dal divano. Adora le storie, in particolare quelle gialle. Gli piace ascoltarle, leggerle e a volte scriverle. Con la Newton Compton ha pubblicato Il delitto della Madonna di Fossalto e Il caso dell'uomo che fu ucciso due volte.
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Emilio Russo
"Un Papa poeta"
Maffeo Barberini e la cultura di primo Seicento
Con saggi di Emilio Russo, Clizia Carminati, Roberta Ferro, Marco Leone e Saverio Ricci
Officina Libraria
www.officinalibraria.net
Maffeo Barberini (Firenze, 1568-Roma, 1644), divenuto pontefice con il nome di Urbano VIII nel 1623, è una figura fondamentale per la cultura del primo Seicento. Ancora prima di diventare papa, Barberini è protagonista di un percorso letterario che lo porta in contatto con alcuni tra i più importanti scrittori e pensatori contemporanei, da Giovan Battista Marino a Gabriello Chiabrera, da Galileo Galilei a Tommaso Campanella. Né va dimenticato che in quei primi mesi del secolo Maffeo è attivo come mecenate, ed è persino capace di avvicinare con successo un artista di prima grandezza come Caravaggio, dal quale ottiene un ritratto e soprattutto il capolavoro rappresentato dal Sacrificio di Isacco, oggi agli Uffizi. Il volume, articolato in cinque saggi di Emilio Russo, Clizia Carminati, Roberta Ferro, Marco Leone e Saverio Ricci, illustra le diverse opere di Barberini, tra rime volgari e carmi latini, oltre ai suoi legami con la stagione del primo Barocco in Italia.
Emilio Russo è professore ordinario di Letteratura italiana alla «Sapienza» Università di Roma. Le sue ricerche si concentrano su autori del Rinascimento e del Barocco (Ariosto, Tasso, Marino), oltre che dell’Ottocento (Leopardi, Nievo). Ha pubblicato, tra gli altri, Studi su Tasso e Marino (2005), Marino (2008), Guida alla lettura della «Gerusalemme liberata» di Tasso (2014), Ridere del mondo. La lezione di Leopardi (2017). Nel 2024 ha co-curato la mostra Poesia e pittura nel Seicento. Giovan Battista Marino e la «meravigliosa» passione (Officina Libraria, 2024), tenutasi alla Galleria Borghese di Roma.
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Francesco Napoli
"Giorgio Caproni. Scrittore in versi"
Edizioni Ares
www.edizioniares.it
“Caproni è un poeta che scende nelle profondità dell’essere, nel porto sepolto dell’animo per ricavare poi l’inesauribile segreto della poesia”.
Francesco Napoli
Giorgio Caproni (1912-1990) è sempre più protagonista assoluto della nostra poesia. In queste pagine, Francesco Napoli ne ripercorre la vita e le opere: dagli anni dell’infanzia a Livorno a quelli di formazione a Genova, fino al periodo romano della maturità letteraria. Poeta dal tono apparentemente semplice e colloquiale, era in grado, in realtà, di toccare le grandi domande della vita, trasformando il proprio vissuto in versi indimenticabili: dolore, morte, amore, memoria e ricerca di Dio.
Arricchisce questo invito alla lettura un’intima conversazione con lo scrittore Maurizio Cucchi, che racconta l’uomo dietro al poeta.
Francesco Napoli (Napoli 1959) è critico letterario, giornalista e consulente. Ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia italiana contemporanea su quotidiani, riviste e in volume tra i quali: Novecento prossimo venturo. Conversazioni critiche sulla poesia (Jaca Book 2005), Poesia presente in Italia dal 1975 al 2010 (Raffaelli Editore 2011) e Poeti nati negli anni ’60. Letteratura come condizione (Interno Poesia Editore 2024). Per Ares ha pubblicato il profilo letterario Giorgio Caproni. Scrittore in versi (2025).
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Paolo Calvino, Giorgio Enrico Bena
"Groenlandia e altri ghiacchi"
Viaggi nell'artico tra passato e presente
Neos Edizioni
www.neosedizioni.it
... La cornice dell’oblò circonda il bianco. Nel volo tra cielo e suolo, resi di uguale colore dalla nebbia, l’altitudine confonde luoghi e direzioni. Sul bianco, altro bianco; la tela di sfumature monocromatiche scorre sino al comparire di tratti scuri, alcuni a forma di cono, altri orizzontali come tracciati da mani tremanti, appaiono segni sparsi sempre più numerosi quasi fossero ombre. Una pennellata di azzurro rende ora astratta la superficie sino al giungere prepotente della luce del sole, sotto i cui raggi la nebbia si dissolve. Si svela allora nitido il paesaggio composto da cime di grigie montagne che emergono dal mare di ghiaccio, quasi fossero teste di ciclopi immersi da millenni nel manto glaciale. Indifferenti al passaggio del piccolo aereo, le cui eliche infrangono il silenzio nei cieli...
Dalla Groenlandia all’Islanda, dalla Terra di Francesco Giuseppe alla calotta glaciale artica, parole e immagini di ieri e di oggi, si addentrano nell’immensità bianca per scoprire paesaggi inusuali e sconfinati, i popoli che li abitano, storie di ardite spedizioni di uomini e cani che hanno sfidato il grande freddo.
La collana Pagine in viaggio inaugura con questo volume, “Orizzonti”, il suo nuovo format che intreccia contributi letterari, giornalistici saggistici e fotografici con l’idea di offrire al lettore gli spunti più diversi per scoprire territori che condividono le loro caratteristiche o la loro storia al di là dei confini politici.
In questo volume dedicato ai ghiacci del nord, i curatori hanno raccolto informazioni storiche, culturali e antropologiche, racconti di viaggio, resoconti di esplorazione e portfolio fotografici. Un insieme intrigante che disegna uno scenario dal fascino austero e misterioso, una terra difficilmente accessibile che nel tempo ha costituito una grande sfida, come narra ad esempio il resoconto della spedizione “Stella Polare” del duca degli Abruzzi al Polo Nord, corredato dalle straordinarie fotografie concesse dalla Fondazione Sella.
Come si sa, un viaggio inizia ben prima della partenza; a volte poi, si viaggia molto senza partire mai. Quindi per chi si metterà in cammino e per chi si aggirerà fra i ghiacci di queste pagine seduto in poltrona: buon viaggio!
Contributi di Andrea Balzola, Paolo Calvino, Bruno Dotti, Giorgio Enrico Bena, Tiziana Lain, Paolo Lupo, Roberto Mantovani, Andrea Pivotto, Raffaele Tomasulo.
Portfolio fotografici di Luca Cagnasso, Giorgio Enrico Bena, Fondazione Sella, Benvenuto Sambuy, Roberto Taberna.
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Laura Angeloni
"Il sensitivo"
Markéta Pilátová
Miraggi Edizioni
www.miraggiedizioni.it
Sui nebbiosi e selvaggi monti Jeseníky, nella Moravia settentrionale, due uomini dotati di capacità paranormali affrontano una lotta implacabile tra la luce e l’oscurità.
Mirek, terapeuta e guaritore, e Rudy, un tempo – sotto il regime comunista, per quanto il fatto possa apparire curioso – impiegato presso l’Istituto per lo studio dei fenomeni paranormali, sono accomunati dal fatto di possedere doti da sensitivo, che ognuno affronta e utilizza in modo diverso. Già alle prese con un mistero che mina la vita di entrambi, i due si vedono interpellati dalla bellissima e misteriosa Majka, alias Evangelina, che chiede il loro aiuto per risolvere un suo profondo dilemma personale. Nessuno dei due offre tuttavia il suo sostegno in modo completamente altruistico, e la trama che si sviluppa assume i toni di un thriller.
La storia si dipana, oltre che sui monti Jeseníky, al di fuori della realtà tangibile, in mondi paralleli, nei palazzi mentali propri e altrui, in cui fanno la loro comparsa, indifferentemente, persone in carne e ossa e altre da tempo defunte ma non per questo meno “ vivaci ”.
Il sensitivo, pur nella particolarità del suo tema, è un romanzo che si mantiene ancorato alla realtà e alla storia, anche se non mancano elementi che riconducono al realismo magico, a cui Markéta Pilátová si è dedicata spesso nella sua produzione letteraria.
Markéta Pilátová (1973) è una scrittrice, giornalista e traduttrice ceca. È autrice di libri per bambini, di reportage e di diversi romanzi, tra cui Tsunami blues, (2014), Má nejmilejší kniha (2009, Il mio libro preferito), Hrdina od Madridu (2016, L’eroe di Madrid) e, tradotto in italiano, Žluté oči vedou domů (2007, In qualcosa dovremo pur somigliarci, Atmosphere, 2017, sempre con la traduzione di Laura Angeloni). In questa collana è uscito il suo romanzo Con Bata nella giungla (2020), tradotto da Alessandro De Vito. Dopo aver vissuto e lavorato per diversi anni in Brasile, dove insegnava il ceco ai discendenti degli emigrati cecoslovacchi delle città fondate dai Baťa intorno alle loro fabbriche, è ritornata in Repubblica Ceca, ed è una delle scrittrici ceche contemporanee di maggior successo.
Laura Angeloni nasce a Firenze nel 1970. Sposata con tre figlie, vive attualmente a Genzano di Roma. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università La Sapienza di Roma, lavora dal 2004 come traduttrice letteraria dal ceco. Ha tradotto in italiano romanzi di autori quali Jáchym Topol, Petra Hůlova, Kateřina Tučková, Emil Hakl, Petr Král, Tereza Boučková, Bianca Bellová, per le case editrici Einaudi, Baldini Castoldi, Atmosphere, Keller, e naturalmente Miraggi. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo Il viaggio di Anna per la Azimut Libri, e nel 2015 il romanzo Dare il resto e poi sorridere per Echos Edizioni.
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Fabio Ferrero
"Raccordi"
SOMS Racconigi (Cuneo)
La vita sboccia nei gesti imperfetti, nei desideri che sorprendono, nelle storie che ci somigliano e ci sfuggono. Riconoscersi negli altri diventa magia, forse salvezza. La meraviglia si diffonde, contagiosa e viva.
Dalla collaborazione tra Piemonte dal Vivo e Progetto Cantoregi nasce la rassegna Raccordi: un’occasione di incontro, scambio e riflessione, un calendario di appuntamenti per esplorare la scena teatrale di innovazione contemporanea, non solo italiana, e portare alla Soms di Racconigi le produzioni che si concentrano sui temi dell’impegno civile e sociale.
Raccordi insiste su un territorio periferico, tecnicamente definita area marginale, interessata da processi di spopolamento e con difficoltà di accesso ai servizi essenziali. Propone iniziative capaci di riconnettere il tessuto sociale e attivare nuovi processi che favoriscano l’interazione della comunità a più livelli, rafforzando l’identità di Progetto Cantoregi quale vettore e punto di riferimento delle iniziative culturali del territorio di riferimento.
La rassegna 2025/2026 di "Raccordi" si è aperta con la nuova produzione di Progetto Cantoregi: Non essere soli è come un respiro che attraversa città, corpi e memorie. Da Racconigi, dove le voci del passato si intrecciano come fili luminosi fino ai corpi che sfidano gravità e giudizi in R. OSA, il teatro diventa un luogo dove libertà, gioco e sorpresa abitano ogni gesto. Tra mondi sospesi, Mammut ci conduce in futuri possibili, dove macchine e cuori si confondono, e ogni scelta apre varchi inattesi; in Album, le fotografie diventano portali verso tempi e spazi dimenticati, dove ricordi e desideri emergono come onde, tracce di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare. Monographie esplode in un universo burlesco e grafico, dove la morte si esercita in un gioco infinito e il pubblico si perde tra meraviglia e stupore; Liberatutti mostra la follia di una vita misurata a colpi di prestazioni, e invita a respirare oltre la competizione, ritrovando leggerezza e ironia. Il mese di Marzo è dedicato alla danza con un talk e un doppio appuntamento nella stessa giornata: Swan ci accompagna tra stanze segrete e laghi increspati, tra sogni e magia, alla scoperta della parte fanciullesca e immortale che abita in ciascuno; All about Adam danza tra le ombre della mascolinità, seminando germogli di un linguaggio nuovo per dire ciò che ancora non sappiamo; e infine, DJ Show trasforma il pubblico in rito collettivo, un flusso di corpi e suoni che vibra tra energia e pensiero, tra festa e introspezione.
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Massimo Gezzi
"Adriatica"
Gramma Feltrinelli
www.feltrinellieditore.it/gramma/
È una sera di metà maggio ad Adriatica, la luna è alta in cielo e il mare è quasi immobile. Emilie va verso il molo. Ha bisogno del silenzio questa sera. Non ha nessuna voglia di rimettere piede a casa. Ha gli occhi gonfi e la gola irritata per le urla. Sua madre si scola una bottiglia di vino al giorno e ha il coraggio di accusare lei di fare schifo. Troppo, per una sera così calma di vento. Meglio poi il molo, meglio quel “coso in mezzo al mare” della lingua di spiaggia accanto allo sbocco del depuratore dove lei e Giada, l’amica del cuore, hanno appena dato fiato alle smanie, alle fantasie e ai loro segreti inconfessabili di adolescenti.
Anche Tullio ha bisogno del silenzio e del mare questa sera. Ha quasi settant’anni e vive da solo nell’appartamento che sua madre gli ha lasciato. Gli gira forte la testa, ma non riesce a smettere di bere. Benedice e maledice il mare, il profumo delle acacie, il brillio intermittente del faro e una reliquia conservata in una scatola sepolta nel mobile della sua camera: l’immagine di una giovane donna, la più preziosa e la più cara.
Entrambi, la ragazza e il sessantottenne, percorrono il lungomare di Adriatica e si avventurano su quel molo, con la speranza di ordinare i pensieri e di ritrovare la calma. Ma le loro vite finiranno per scontrarsi e per aprirsi l’una all’altra, e i due scopriranno di condividere memorie e segreti, zone d’ombra e sospetti. Finché alla fine del loro girovagare notturno, consumati da un fuoco che si riaccende in un pub popolato da tifosi rumorosi e razzisti, assisteranno a un evento singolare che metterà fine a tutto, o da cui tutto potrà ricominciare.
Massimo Gezzi mette assieme generazioni diverse, sogni perduti e ingenue speranze, in una provincia immaginaria, una indimenticabile provincia dell’anima che si affaccia sul mare. E fonde giovinezza e senilità in un affresco misurato, preciso e nitido.
Massimo Gezzi (1976) ha pubblicato i libri di poesia Il mare a destra, L’attimo dopo, Il numero dei vivi, Uno di nessuno. Storia di Giovanni Antonelli, poeta, Sempre mondo, e il libro di racconti Le stelle vicine (Bollati Boringhieri, 2021, finalista Premio Mastercard Letteratura Esordienti). Ha curato per Mondadori il Diario del ’71 e del ’72 di Eugenio Montale e lo Specchio Poesie (1975-2025) di Franco Buffoni. Dirige con Fabio Pusterla la collana di poesia Le Ali di Marcos y Marcos. Ha fondato e coordina il sito letterario “Le parole e le cose”. Vive a Lugano, dove insegna italiano in un liceo. Per Feltrinelli Gramma ha pubblicato Adriatica (2025).
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Salvatore Lacagnina
"Lavinia"
Loggia dei Vini
Galleria Borghese, Roma
www.laviniaroma.com
Dal 3 ottobre 2025 prende avvio la quarta fase di LAVINIA, il progetto che intreccia arte contemporanea e storia, in dialogo con il restauro della Loggia dei Vini nel parco di Villa Borghese a Roma.
Protagoniste di questa nuova tappa sono le artiste Ruth Ewan e Lili Reynaud-Dewar, accompagnate da un nuovo gusto di gelato che celebra anche l’arrivo dell’autunno: uva fragola. Un omaggio alla funzione originaria della Loggia, costruita tra il 1609 e il 1618 per volontà di Scipione Borghese, che fin dalle origini accoglieva vini e sorbetti: una tradizione oggi rievocata in occasione di ogni inaugurazione attraverso la creazione di un gusto inedito.
Il programma d’arte contemporanea — curato da Salvatore Lacagnina, realizzato da Ghella e promosso da Roma Capitale, Assessorato della Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura — prende il nome da Lavinia Fontana (1552–1614), tra le prime artiste ad aver ottenuto pieno riconoscimento nella storia dell’arte.
Il progetto si sviluppa in parallelo al restauro triennale della Loggia, affidato a R.O.M.A. Consorzio sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e reso possibile da una donazione di Ghella.
Per la quarta edizione di LAVINIA, Ruth Ewan, artista di base a Glasgow e figura di riferimento nel panorama internazionale, ha immaginato sulla parete esterna della Loggia un orologio della serie We Could Have Been Anything That We Wanted to Be, 2011, che adotta il tempo decimale, dividendo la giornata in dieci periodi invece che ventiquattro. La mezzanotte diventa le dieci, il mezzogiorno le cinque; ogni ora e` composta da cento minuti e ogni minuto da cento secondi.
L’intervento si ispira al Calendario Repubblicano Francese del 1793, audace esperimento storico con cui la neonata Repubblica cercò di ridefinire il tempo, applicando gli ideali della rivoluzione anche alla vita quotidiana dei cittadini.
Questo tentativo di razionalizzare la scansione temporale, da una parte invita a ripensare criticamente la costruzione delle narrazioni storiche, dall’altra mette in discussione la nostra percezione del tempo.
L’opera, come in tutta la ricerca di Ewan, nasce da una pratica immersiva e collaborativa, che intreccia storia, ecologia e immaginazione politica.
L’artista francese Lili Reynaud-Dewar presenta invece al centro del loggiato Sarcophagus, 2025, un’opera site-specific composta da calchi del suo corpo.
Il lavoro introduce una riflessione sulla relazione tra identità, memoria e rappresentazione del sé, evocando al tempo stesso i temi della vulnerabilità e della permanenza.
La scultura prende ispirazione dai bassorilievi antichi di Roma e dalle decorazioni a stucco e dal linguaggio scultoreo e architettonico della Loggia dei Vini.
Posta al centro del loggiato interno, l’opera dialoga con lo spazio attraverso la sua presenza monolitica, sospesa tra memoria archeologica e contemporaneità.
La ricerca artistica di Reynaud-Dewar si sviluppa attraverso film, installazioni, sculture e scrittura, e utilizza da sempre la propria biografia, i corpi, la letteratura e le relazioni come materia prima della sua ricerca.
Queste due opere si aggiungono agli interventi presentati nelle passate edizioni di LAVINIA: la maniglia di Monika Sosnowska per aprire il cancello d’ingresso e la Ringhiera, le sedute gialle di Gianni Politi, la fontana d’acqua infinita di Piero Golia e la leggendaria lupa della scultura di Enzo Cucchi, grata che lascia intravedere lo spazio dell’antico ninfeo.
Ad avvolgere di luce le mura di contenimento, l’installazione luminosa di Johanna Grawunder, e ad accompagnare i visitatori verso la Loggia, il sentiero Dante Desire Line Poetry Path di Ross Birrell & David Harding.
LAVINIA è un progetto triennale che affianca un programma di restauro e si rivolge a chi passeggia nel parco di Villa Borghese, restituendo alla città spazi dimenticati e osservando l’antico rapporto fra arte e architettura da una prospettiva contemporanea.
Il restauro
All’interno di Villa Borghese, la Loggia dei Vini appartiene al complesso architettonico secentesco che comprende anche la Grotta ipogea, originariamente destinata alla conservazione dei vini e collegata al Casino Nobile di Villa Borghese con un passaggio sotterraneo.
Chiusa al pubblico da decenni, la Loggia è tornata a rivivere con un programma triennale di restauro che, iniziato nel 2024, si completerà nel 2026.
L’intervento appena concluso è stato dedicato alla restituzione della parte esterna e alla copertura dell’edificio.
Il prossimo si concentrerà invece sul ripristino dell’emiciclo e della sua pavimentazione in cotto.
Photo Credit:
Lavinia Loggia dei Vini installation view_ph Daniele Molajoli courtesy Ghella
Salvatore Lacagnina (Siracusa, 1973) lavora come critico, curatore, editor, educatore e traduttore indipendente nei campi delle arti contemporanee, del design e dell’architettura.
Ha studiato letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Bologna.
Ha diretto istituzioni come Montevergini – Galleria civica d’arte contemporanea di Siracusa (2001-2008), Istituto Svizzero di Roma con sedi a Roma, Milano e Venezia (2008-2016), Shedhalle Zürich (2017-2018). Ha contribuito al programma di mostre internazionali come la 5a e la 7a Biennale di Berlino (2008 e 2012), è stato l'iniziatore di Studio 14 nell’ambito di documenta 14 (Atene e Kassel 2017).
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Mariella Zoppi
"La donna dei giardini"
Gertrude Jekyll e la libertà della natura
Salerno Editrice
www.salernoeditrice.it
Gertrude Jekyll è la prima donna che, a cavallo fra Ottocento e Novecento, si applica in modo professionale al mondo dei giardini. Con le sue oltre 400 realizzazioni diventa un riferimento generazionale, è infatti tra le prime a fare dei propri interessi personali un mestiere autonomo e redditizio, tanto da diventare un’icona dell’emancipazione. Dopo di lei la figura del giardiniere “al femminile” si diffonde in Inghilterra e ha per protagoniste donne dotate di solida formazione artistica e buona istruzione, competenze botaniche specifiche e nozioni tecniche e pratiche ottenute con una costante applicazione sul campo.
Mariella Zoppi è architetto e professore emerito di Architettura del paesaggio dell’Università degli Studi di Firenze. Ha progettato piani urbanistici, parchi e giardini in Italia e all’estero e ha insegnato alla Berkeley University (CA) e alla Zhejiang Normal University. Per Carocci editore ha pubblicato Giardini. L’arte della natura da Babilonia all’ecologia urbana (2023).
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Francesco Prontera
"Al di qua delle Colonne d'Ercole"
Scoperta e rappresentazioni del Mediterraneo
Leo S. Olschki Editore
www.olschki.it
Spazio di traffici e di conflitti, il Mediterraneo rappresentò il centro del mondo per la civiltà greco-romana; ma come si arrivò a concepire la sua unità? Ancora sconosciuta a Omero ed Esiodo, la distinzione tra mare interno ed esterno alle Colonne d’Eracle fu un esito imprevisto della colonizzazione greca e fenicia. Descritto sistematicamente nei Giri della terra e nei Peripli, il Mediterraneo prese forma nella cartografia da Eratostene a Tolemeo. Tra mappae mundi antiche, carte nautiche e portolani medievali questo libro accompagna il lettore nello straordinario processo conoscitivo che portò ad ampliare l’orizzonte di quel “primo” Mediterraneo che fu per gli antichi Greci l’Egeo.
«La descrizione e la rappresentazione del mondo conosciuto sarebbero impensabili senza l’accumulo di informazioni anonime nei tempi lunghi della storia».
«È soprattutto il mare che disegna la terra e le dà la sua forma, modellando i golfi, le grandi distese marine, gli stretti, e anche gli istmi, le penisole e i promontori; al mare si aggiungono poi i fiumi e le montagne».
Strabone II, 5, 17
Francesco Prontera, già ordinario di Storia greca e di Geografia storica del mondo antico presso l’Università di Perugia, ha fondato nel 1992 la rivista «Geographia Antiqua» (Leo S. Olschki, Firenze), che da allora dirige. Il suo principale campo di studi riguarda le rappresentazioni geografiche nella storia, nella letteratura e nella cartografia antica da Erodoto alla Tabula Peutingeriana. Una raccolta di saggi è uscita in Spagna (Otra forma de mirar el espacio: geografía e historia en la Grecia antigua, Málaga, 2003) poi, ampliata, in questa collana (Geografia e storia nella Grecia antica, 2011).
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Beatrice Del Bo
"Festa del Libro Medievale e Antico"
"Religiosità e spiritualità del Medioevo"
Da venerdì 24 a domenica 26 ottobre 2025 a Saluzzo (Cuneo)
www.salonelibro.it
Esplorare le molteplici espressioni del sacro nel Medioevo, nell’anno del XXV Giubileo ordinario e in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi: è questo il cammino tematico lungo il quale si sviluppa la quinta edizione della Festa del libro medievale e antico di Saluzzo, dedicata al tema “Religiosità e spiritualità nel Medioevo”. Un viaggio tra preghiere e canti, pellegrinaggi e pratiche religiose, meditazioni e ribellioni, figure mitiche e di riferimento.
Manifestazione libraria e fieristica nata nel 2021 per raccontare e approfondire la cultura e la storia medievale, attraverso diverse espressioni creative e artistiche, e per comprendere le influenze dell’Età di mezzo sul mondo contemporaneo, la Festa del libro medievale e antico di Saluzzo si svolgerà dal 24 al 26 ottobre 2025, con un’anteprima il 23 ottobre e diversi appuntamenti di avvicinamento a partire dal 12 ottobre in città e in 13 Comuni del territorio (Cardè, Cavour, Envie, Gambasca, Lagnasco, Manta, Martiniana Po, Piasco, Revello, Rifreddo, Sanfront, Staffarda, Verzuolo).
Per festeggiare i suoi cinque anni di attività, la Festa istituisce il “Premio Chevalier Errant”, riconoscimento speciale dedicato alla divulgazione storica sul Medioevo, che quest’anno andrà ad Alessandro Barbero.
La Festa si aprirà ufficialmente venerdì 24 ottobre con la lectio magistralis Spiritualità e religiosità di fratello Francesco d’Assisi del professore emerito di Storia della Chiesa e dei movimenti ereticali e di Storia del Cristianesimo Grado Giovanni Merlo, massimo esperto del Frate di Assisi.
Tra gli ospiti in programma: Alessandro Barbero, che oltre a ricevere il nuovo “Premio Le Chevalier Errant” terrà una lectio magistralis su Santa Caterina da Siena (26 ottobre); Ascanio Celestini, con lo spettacolo Rumba – L’asino e il bue nel presepe di San Francesco ispirato al messaggio di San Francesco (23 ottobre); Daniel Lumera, biologo naturalista, con un approfondimento sulla pratica della meditazione dal titolo Ti lascio andare (24 ottobre); il regista e sceneggiatore Fredo Valla con la presentazione del suo prossimo film dedicato al pittore Hans Clemer, artista misterioso, attivo tra Medioevo e Rinascimento; Giovanni Succi , frontman dei Bachi da Pietra, con lo spettacolo di voce e chitarra acustica Il selfie nel medioevo, dedicato alle rime petrose di Dante (25 ottobre); lo scrittore Jonathan Bazzi con una lectio dedicata all’arte e alla pratica dei Tarocchi (26 ottobre); il re del noir medievale, autore italiano di thriller storici più letto nel mondo Marcello Simoni, con il suo ultimo libro sulla saga dei Normanni (domenica 26 ottobre); il fenomeno social Feudalesimo e Libertà, con il loro umorismo e la loro satira dirompente, che parte dal Medioevo per parlare dell’attualità (26 ottobre); il seguitissimo duo social letterario La Setta Dei Poeti Estinti con il reading-spettacolo dedicato al Cantico delle Creature (25 ottobre); Maria Giuseppina Muzzarelli, medievista, sulla figura di Gracia Nasi, coraggiosa donna del Cinquecento, dalle notevoli capacità commerciali e finanziarie (25 ottobre); Virtus Maria Zallot, docente di Arte medievale, con una lectio sull’uso politico e civico delle immagini del sacro nell'Età di Mezzo e con la presentazione del libro postumo di Chiara Frugoni Due papi per un Giubileo. Celestino V, Bonifacio VIII e il primo anno santo, Il Mulino (25 ottobre); Duccio Balestracci, saggista e medievista, con il suo libro sulla Storia medievale raccontata dal “basso”, da guardiani, vinai, speziali, muratori (26 ottobre); il “biblionauta” tiktoker Luca Cena, fondatore di una libreria antiquaria, con un incontro sul fascino dei libri antichi e delle edizioni rare (26 ottobre); Marco Meschini, medievista, con una lezione dedicata alla magia della luce riflessa nelle pietre delle cattedrali medievali (25 ottobre); Antonio Musarra , medievista, con un incontro sulle culture, gli imperi e le civiltà medievali sviluppatesi attorno al Mediterraneo (25 ottobre); Mario Prignano, caporedattore centrale del TG1, con il suo nuovo libro dedicato agli antipapi del Medioevo, i “perdenti” della Chiesa (25 ottobre); Germano Maifreda, professore di Storia economica, con il suo nuovo libro che racconta le confessioni su patti col diavolo e coinvolgimenti nei sabba (26 ottobre).
Dopo la felice esperienza delle precedenti edizioni, anche quest’anno la Festa propone appuntamenti di avvicinamento, organizzati grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo (Fondazione CRS), raccolti sotto il titolo “I racconti del Marchesato”. Coinvolti molti luoghi del Saluzzese, in 13 Comuni del territorio, oltre al centro storico di Saluzzo, tra cui: l’abbazia di Staffarda, il Castello di Lagnasco, il Castello della Manta , la Cappella Marchionale di Revello, il Monastero di Rifreddo e i Comuni della bassa Valle Po (Gambasca, Sanfront, Martiniana Po), il Castello di Envie, il Castello di Cardè, il Castello e l’antica parrocchiale di Verzuolo, l’Abbazia di Santa Maria di Cavour, il Palazzo Porporato di Piasco. In questi scenari saranno proposti al pubblico reading, incontri e lezioni a tema, per iniziare a immergersi nelle atmosfere culturali medievali già nei giorni che precedono la manifestazione. Tra gli appuntamenti in programma: le serate di meditazione e narrazione nei luoghi simbolo della spiritualità monastica del Marchesato, come l’abbazia di Staffarda; le passeggiate teatrali tra storia e leggenda nei castelli e nella natura saluzzese; la lettura teatralizzata a Revello con Marina Benedetti e Grado Merlo sui processi alle streghe; la lectio di Luisa Clotilde Gentile dedicata al cielo dipinto nelle sale dei Castelli di Lagnasco; spettacoli itineranti per le strade del centro di Saluzzo; l’appuntamento tra cultura ed enogastronomia, “Sapor Saluzzensis”, per degustare originali piatti medioevali all’aperto lungo le vie del centro.
E poi ancora: il concerto dell’orchestra de Gli Invaghiti, il nuovo contest letterario con le scuole Soleri e Bodoni e gli interventi degli sbandieratori di Saluzzo.
L’immersione nel Medioevo, con le sue influenze sul mondo contemporaneo, vedrà dipanarsi nelle giornate della Festa appuntamenti variegati e per tutte le età: presentazioni di romanzi e saggi, lezioni magistrali, spettacoli, performance, concerti, momenti conviviali a tema, mostre e allestimenti, giochi di ruolo e a tema, laboratori per bambine e bambini. A queste iniziative si affiancano le proposte e la presenza di editori, librerie generaliste e antiquarie provenienti da diverse regioni italiane, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza del pubblico. Al programma culturale si affiancherà la parte espositiva della Festa: sabato 25 e domenica 26, nel cuore della manifestazione Il Quartiere, il pubblico sarà accolto da editori, librerie ed enti culturali con le loro proposte di catalogo, le novità sul tema e la presenza di copie di libri esclusivi, sia manoscritti che a stampa. Case editrici specializzate e non, oltre a librerie antiquarie e generaliste offriranno al pubblico il meglio delle uscite editoriali che raccontano il Medioevo.
Sempre al Quartiere, la mostra “Religiosità e spiritualità nel Medioevo” accoglierà visitatrici e visitatori con curiosità, personaggi e storie poco conosciuti, prendendo ispirazione dal tema 2025 della Festa: dal cane proclamato santo, ai santi patroni e portavoce dell’identità del Marchesato Chiaffredo e Costanzo; dal poeta e santo tibetano Milarepa, alle regole dell’alimentazione nella religione islamica; dal bambino Simonino da Trento a San Rocco, dai Catari alle figure di donne definite “beghine”.
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Giovanni Maria di Lieto
"Opere. Giannino Di Lieto"
Saggi di Giorgio Bárberi Squarotti, Maurizio Perugi, Luigi Fontanella e Ottavio Rossani
Interlinea Edizioni
www.interlinea.com
"L'attività e l'itinerario dell'opera letteraria, poetica, narrativa, critica, intellettuale, di pensiero e di polemiche fervide e appassionate di Giannino di Lieto offrono un'esemplare illuminazione e una lezione preziosissima per far comprendere che cosa è stata la vicenda della nostra cultura letteraria fra la fine degli anni sessanta del Novecento e l'inizio del nuovo secolo": così scrive Giorgio Bárberi Squarotti nel saggio introduttivo. L'attività letteraria di Giannino di Lieto (1930-2006) si distingue per la vitalità della sua scrittura nonché per la sua originale alterità e viene raccolta per la prima volta in un unico volume, dalla prima raccolta del 1969 agli inediti: "La mia scrittura si svolge per linee logiche, drammatiche o figurative seguendo lo schema e gli spazi della pittura vascolare".
Giannino di Lieto, originario di Minori, sulla Costiera Amalfitana in provincia di Salerno (1930-2006), è stato un poeta lontano dalle mode letterarie e al di fuori dei comuni moduli della poesia italiana. Approdato alla letteratura con Poesie (Rebellato, 1969), ha pubblicato, tra molteplici raccolte, Punto di inquieto arancione (Vallecchi, 1972). Medaglia d’oro al premio LericiPea, ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio della cultura della Presidenza del Consiglio. Numerose anche le opere di poesia visiva inserite in mostre nazionali e internazionali. Il volume Giannino di Lieto, la ricerca di forme nuove del linguaggio poetico ha raccolto interventi e inediti dopo il convegno dedicato alla sua memoria nel 2007 nella nativa Minori. Le sue Opere sono state pubblicate da Interlinea nel 2010.
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Fredo Valla
"Le parole del padre"
Nino Aragno Editore
www.ninoaragnoeditore.it
Il padre desidera lasciare memoria di sé al figlio. Vorrebbe che a farlo fosse ogni padre, che ai vecchi fosse dato modo di raccontare. Vorrebbe rendere istituzionale il diritto alla trasmissione del ricordo. L’Autore lo fa ripercorrendo le sue età: le età dell’uomo - giovinezza, maturità, vecchiaia - attraverso i suoi scritti. Alcuni pubblicati su piccole riviste e giornali scomparsi; altri inediti, raccolti nel corso degli anni con metodo, fino a colmare i cassetti. Scritti, geografie e memorie: i maestri che lo hanno formato, le scelte, le mete raggiunte, quelle immaginate e mai raggiunte: nel cinema, nella divulgazione per ragazzi, nel mestiere di artigiano, nella politica; viaggi di conoscenza, testimonianze, incontri, montagna. Antropologia e curiosità. Desiderio di conoscere, di rimediare alla vergogna della propria ignoranza. Riflessioni sull’uomo. Una sola stella polare, quella di essere eretico, sempre, nella vita; e del rispetto – non la tolleranza – dovuta al diverso da sé, per idee, visione del mondo, lingua, colore della pelle. Rispetto per tutte le lingue, che sono strumento per esprimere una visione del mondo. Visione originale, colori di un arcobaleno di suoni, di relazioni, di capacità e volontà di stare al mondo.
Scoprire la mia identità occitana, l’identità dei nostri luoghi, la lingua, ha dato una prospettiva diversa alla mia vita: ho capito che c’era qualcosa di più importante della geologia… potevo diventare un geometra speculatore e sono diventato un militante occitanista, poi mi sono aperto ad altri mestieri e posso dire che fino ad oggi sono contento della mia vita […] Non c’è nulla, credo, di più emozionante che ascoltare uomini e donne che si raccontano […] Ho la sensazione, nelle cose che ho scritto, nei miei documentari, di essere riuscito a trovare i grimaldelli giusti, grazie ai quali la gente si è rivelata. Ma forse non è questione di grimaldelli: basta saper ascoltare.
Fredo Valla è regista e sceneggiatore italiano. Ha realizzato numerosi documentari per la televisione e ha partecipato alla produzione di vari film.
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Michele Brambilla
"Non è successo niente di grave"
Un noir raffinato tra cronaca e memoria
Baldini + Castoldi
www.baldinicastoldi.it
Tutto inizia con una telefonata nella notte del 7 marzo 1980: «Alza le chiappe e vai a Besana Brianza, hanno ucciso una donna». Da quel momento, un giovane cronista, corrispondente del «Corriere d’Informazione», si trova catapultato in un’indagine che diventerà uno dei casi più avvincenti della cronaca nera italiana, fra bugie e verità scomode. La tragedia, avvenuta tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera del 1980, sconvolge la placida e ricca Brianza. Uno di quei delitti che, oggi, chiameremmo femminicidio: all’epoca era semplicemente un omicidio, in un mondo che ragionava quasi esclusivamente al maschile. Ma dietro quella morte violenta si nascondono segreti, passioni proibite e un mondo di voci sussurrate che fanno tremare le famiglie e scuotono le istituzioni. Ispirandosi alle sue esperienze di cronista in erba, Michele Brambilla scrive un noir raffinato che intreccia cronaca e memoria, restituendo il sapore autentico di un’Italia che non c’è più e di un mestiere fatto ancora di intuito e scarpe consumate.
Michele Brambilla (Monza, 1958) è giornalista e saggista. Dopo aver diretto «La Provincia» di Como, la «Gazzetta di Parma», «il Resto del Carlino» e «QN Quotidiano Nazionale», dal 2024 è direttore de «Il Secolo XIX». Tra i suoi libri: L’Eskimo in redazione (1991), Sempre meglio che lavorare (2008), Coraggio, il meglio è passato (2009), Vinceremo di sicuro (2015), In provincia (2023), I peggiori anni della nostra vita (2024). Con Aldo Giovanni e Giacomo ha pubblicato Tre uomini e una vita (2016).
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Rocco Ronchi
"Ivan Illich. La salvezza nella salute"
Kum! Festival
www.kumfestival.it
Kum! Festival, Pesaro
Domenica 19 ottobre 2025, ore 10:00
"Ivan Illich. La salvezza nella salute"
con Rocco Ronchi
Ivan Illich è un pensatore inclassificabile. Prete e attivista politico, riformatore religioso e tradizionalista incrollabile, anarchico e credente, anti-illuminista e libertario. Anche sul piano disciplinare, la sua ricerca è sospesa tra teoria critica e teologia, storia delle idee ed epistemologia delle scienze umane, economia politica e storia della medicina. Ma c’è un’idea di fondo che orienta tutta la sua vita e tutta la sua opera. Proveremo a esplicitarla prendendo come filo rosso l’idea di salute che Illich elaborò e a più riprese contrappose a quel processo di medicalizzazione della vita e della morte che ha caratterizzato la nostra modernità e la nostra contemporaneità.
Rocco Ronchi, filosofo, insegna presso l’Università degli Studi dell’Aquila e presso l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) di Milano e Ancona. Tiene corsi e seminari in varie università italiane e straniere.
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Paolo Mazzarello
"Malaria"
Il Nobel negato: Storia di Battista Grassi
Neri Pozza Editore
www.neripozza.it
Dall’autore di "Storia avventurosa della medicina", la ricostruzione di una grande scoperta e della congiura scientifica che negò a Battista Grassi il premio Nobel. Intrighi, colpi bassi, spionaggio di laboratorio: un thriller scientifico ricostruito su documenti inediti, a un secolo dai fatti.
Nel 1902 il premio Nobel per la Medicina venne assegnato al medico britannico Ronald Ross «per il suo lavoro sulla malaria». Ma, sulla sola base dei suoi studi, nessuna profilassi contro la malattia sarebbe stata realizzabile. Il riconoscimento escludeva Battista Grassi, il medico lombardo che aveva identificato la zanzara del genere Anopheles responsabile del contagio, descrivendo lo sviluppo del parassita nell’insetto e la sua trasmissione all’uomo. Grazie alle proprie ricerche, lo studioso italiano fu il primo a organizzare una profilassi antimalarica scientificamente fondata. Per quale ragione Grassi venne escluso dal Nobel che avrebbe dovuto condividere con Ross? Basandosi sugli studi storici più recenti e sulla documentazione esistente, Malaria racconta l’incredibile congiura ordita contro Grassi, guidata dallo stesso Ross e dal grande microbiologo tedesco Robert Koch, della quale fecero inconsapevolmente parte alcuni colleghi italiani. Proprio nelle cruciali settimane in cui si sarebbe decisa l’assegnazione del premio, infatti, non lo appoggiarono o addirittura lo accusarono di plagio. Alla base dell’accanimento dei colleghi vi furono diverse ragioni, non ultimo il carattere irruento del medico, che gli creò nemici potenti. Come in un thriller scientifico, fra colpi bassi, spie di laboratorio e pericolosi esperimenti, questo libro descrive la vita singolare e straordinaria di Giovanni Battista Grassi a cento anni dalla scomparsa, un genio naturalista allo stato puro, premiato nel 1896 con la Darwin Medal della Royal Society di Londra, il massimo riconoscimento dell’epoca per chi si fosse distinto negli studi biologici. Ma al quale, per una congiura scientifica, venne negato il Nobel.
Paolo Mazzarello è professore ordinario di Storia della Medicina all’Università di Pavia e direttore dei musei scientifici pavesi. Tra i suoi libri: Il genio e l’alienista. La strana visita di Lombroso a Tolstoj, 2005; Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi, 2006; Il professore e la cantante. La grande storia d’amore di Alessandro Volta, 2009; E si salvò anche la madre. L’evento che rivoluzionò il parto cesareo, 2015; L’elefante di Napoleone. Un animale che voleva essere libero, 2017; L’inferno sulla vetta, 2019; Ombre nella mente. Lombroso e lo scapigliato, 2020 (scritto con Maria Antonietta Grignani); L’intrigo Spallanzani, 2021; Il darwinista infedele. Lombroso e l’evoluzione, 2024. Presso Neri Pozza ha esordito nella narrativa con il giallo metafisico Il mulino di Leibniz (2022) e ha pubblicato Storia avventurosa della medicina (2023).
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Maria Vittoria Baravelli
"I discorsi belli. Custodire, ricordare, curare"
Kum! Festival
www.kumfestival.it
Kum! Festival, Pesaro
Sabato 18 ottobre 2025, ore 14:30
I discorsi belli. Custodire, ricordare, curare.
Maria Vittoria Baravelli
Platone fa dire a Socrate che l’anima si cura con incantesimi, e questi incantesimi sono i discorsi belli. Curare significa avere a cuore; ricordare, da re-cordis, significa ripassare dalle parti del cuore. L’arte, come i discorsi belli, fa entrambe le cose: custodisce la memoria e ci rimette al mondo. Dalla follia di Van Gogh all’universo di Kusama, dalle ninfee di Monet alle ferite di Louise Bourgeois, la storia dell’arte mostra come ogni ferita possa farsi visione e ogni dolore balsamo.
Maria Vittoria Baravelli
"Il mondo non merita la fine del mondo"
Storie, arti e altri incanti
Electa
www.electa.it
Le opere d'arte sono così. Ci chiamano a sé, vogliono rubare la nostra attenzione, come sirene che cantano, ammaliano e ci confondono. Finché esisterà l'arte, come incanto, memoria, bellezza e richiamo all'infinito, il mondo non merita di finire. Maria Vittoria Baravelli ci accompagna attraverso un personale atlante di bellezza che spazia dall'antichità al contemporaneo, dal cinema, alla fotografia, alle installazioni, con accostamenti inediti e paralleli inaspettati. L'arte richiede presenza: la prima vera regola, imperturbabile al tempo e ai cambiamenti, è che l'espressione artistica deve essere sperimentata dal vivo, nei musei, alle mostre. Accanto all'energia e alla possibilità di fruizione che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, l'autrice resta fermamente convinta del valore dell'arte incontrata di persona, che ci entra dentro e non ci abbandona più. Questo libro è un viaggio nella vita di capolavori che non finiscono mai di parlarci, alla scoperta di cosa ci colpisce davvero quando contempliamo un'opera d'arte e questa sembra avvicinarci ai suoi segreti. Come diceva Umberto Eco, leggendo un libro, così come osservando un'opera, si innesca una sorta di "immortalità all'indietro". Per un attimo ci è concesso di guardare direttamente negli occhi il passato, incrociare lo sguardo dell'artista e perderci nella nostalgia di epoche che non sono la nostra.
Maria Vittoria Baravelli è curatrice d’arte e fotografia, autrice Rizzoli de Il mondo non merita la fine del mondo. Insegna " Moda e Arte all'Accademia della Moda e del Costume (Milano), scrive per Domani e Il Giornale dell’Arte. È nel CdA del MAR di Ravenna e nel board curatoriale di Art D’Egypte, società che realizza installazioni di arte contemporanea nel deserto, in dialogo con le piramidi di Giza e Luxor.
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Antonella Cilento
"Strane coppie. Ascoltatori selvaggi"
anteprima a Milano – 16 ottobre
sabato 18 ottobre – Museo Nitsch, Napoli
domenica 26 ottobre – Opificio Puca, Sant’Arpino
Cosa significa ascoltare davvero un'opera, scritta, suonata, dipinta, fotografata, scolpita o filmata? Cosa significa farsi attraversare dall'esperienza, lasciarsi sconvolgere, spostare, cambiare?
Eventi che sembrano flussi e che simulano lo scorrere delle parole, come l’omaggio a Elsa Morante che sarà una lettura integrale de Lo scialle andaluso che s’intervalla con la musica e con l’ascolto selvaggio dell’opera di Morante realizzata in diretta con la partecipazione di Antonella Cilento, Laura Bosio, Giuseppe Montesano, Marta Morazzoni.
Tra ascolti sospesi e stanze sonore, una stanza della Sibilla dove un’operatrice segna il destino degli spettatori coi tarocchi indicando le destinazioni degli spettatori lungo il percorso. Installazioni teatrali continue e con il cinema come protagonista. Altri ospiti saranno Luigi Pingitore, Leopoldo Siano e Josè Vicente Quirante Rives.
Al Museo Nitsch di Napoli ci saranno installazioni, eventi e conferenze: ASCOLTATORI SELVAGGI, la Lectio magistralis dello scrittore e critico letterario Giuseppe Montesano in dialogo con Leopoldo Siano.
Sulla terrazza del Museo si potrà respirare e praticare l’ascolto profondo, scalzi e in silenzio, in uno spazio nomade abitato da tracce di suono, luce e segno, durante la performance e l’Installazione di e con Iole Cilento, NADABRAHMA/ LA YURTA DEL RESPIRO.
Una lettura sull’ascolto epico che evoca un fiume scomparso di Napoli: Install’Azione SEPEITHOS. Il fiume scomparso di Napoli, a cura del theatrum phonosophicum, con Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts.
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