Avsnitt
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Le città non si limitano a essere costruite. Vengono raccontate.
E il linguaggio che usiamo per descriverle cambia il modo in cui le immaginiamo.In questo episodio esploriamo il lessico della città contemporanea: parole come skyline, rooftop, district, che non descrivono solo spazi, ma modelli di vita easpirazioni.
Tra linguaggi globali e identità locali, emerge una città che si trasforma anche attraverso le parole, diventando un sistema di segni in continua evoluzione.
Perché abitare significa anche nominare. E ogni parola è già una scelta di progetto.
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Non è solo una questione di età.
È il modo in cui costruiamo, o separiamo, le relazioni.In questo episodio esploriamo il tema dell’ageismo e delle tensioni tra generazioni, tra stereotipi, aspettative e cambiamenti sociali. Un conflitto che non riguarda solo le persone, ma anche gli spazi che abitiamo.
Dai quartieri intergenerazionali agli spazi condivisi, emerge la possibilità di progettare ambienti capaci di accogliere differenze e trasformarle in risorsa.
Perché le città non sono fatte per categorie. Sono fatte per incontri.
Fonti e riferimenti
Robert N. Butler — definizione di ageismo (1969)
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Saknas det avsnitt?
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L’acqua non si controlla. Si ascolta.
Scorre, si adatta, trova sempre una nuova strada.In questo episodio esploriamo cosa significa osservare il mondo attraverso i movimenti dell’acqua, e come questa possa diventare un modello per ripensare il progetto.Non più controllo assoluto, ma equilibrio tra forze, flussi e relazioni.
Dalla scala domestica ai territori più complessi, emerge un nuovo modo di abitare: più attento, più empatico, più consapevole dei sistemi naturali.
Perché progettare non è imporre una forma. È imparare a stare dentro un sistema in trasformazione.
Fonti e riferimentiJoseph Conrad — La linea d’ombra Ernest Hemingway — Il vecchio e il mare
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Sappiamo sempre più cose, ma ne ricordiamo sempre meno.
Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, dove tutto è disponibile e niente sembra durare.In questo episodio esploriamo il rapporto tra memoria e spazio, e il ruolo dell’architettura nel dare forma a ciò che scegliamo di conservare. Archivi, musei, luoghi dellamemoria: non semplici contenitori, ma dispositivi che trasformano i fatti in esperienza viva.
Tra verità frammentate e narrazioni in continuo cambiamento, emerge una domanda: cosa merita davvero di essere ricordato?
Perché progettare non significa solo costruire il futuro.
Significa anche decidere cosa portare con sé. -
Già amato, non semplicemente usato.
Alcuni oggetti arrivano a noi dopo aver attraversato altre vite.
E questo cambia il modo in cui li guardiamo. In questo episodio esploriamo perché oggi sentiamo il bisogno di attribuire agli oggetti un significato che va oltre la loro funzione.Non più prodotti, ma storie: frammenti di memoria che costruiscono legami, identità e senso di appartenenza.
Dal ritorno del vintage ai mercati digitali, fino alle nuove forme di scambio, emerge una tensione contemporanea: rallentare, scegliere, riconoscersi in ciò che possediamo.
Perché abitare non significa solo occupare uno spazio. Significa costruire una relazione con ciò che ci circonda.
Fonti e riferimenti
Retromania — Simon ReynoldsCapitalist Realism — Mark FisherThe Social Life of Things — Arjun AppaduraiThe Death and Life of Great American Cities — Jane JacobsLeggi di più su www.collater.al
IG: @scandurrastudio, @alessandroscandurra_ , @collater.al
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Viviamo in città affollate, eppure sempre più soli.
La solitudine urbana non è solo mancanza di compagnia: è un fatto sociale e culturale.
L’architettura può creare spazi che favoriscono incontri autentici, senza forzare la socialità.
Ogni connessione diventa un piccolo atto di resistenza contro l’isolamento.Questo è Cantiere Scandurra, il podcast che racconta la città che cambia, tra luci e ombre, tra ordine e disordine.
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
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Alcune architetture sono destinate a restare, altre restano impresse perché poi scompaiono.
Da Burning Man alle installazioni temporanee, fino ai pop-up store: l'architettura effimera ferma un istante per dargli forma. E se non c'è il vincolo della permanenza, è più semplice osare, sperimentare e immaginare scenari possibili.
Questo è Cantiere Scandurra, il podcast che racconta la città che cambia, tra luci e ombre, tra ordine e disordine.
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
Leggi di più: https://www.collater.al/citta-effimere-architettura-temporanea-pop-up-padiglioni-installazioni/
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Ci sono idee che sembrano lontane, astratte… e invece toccano profondamente il modo in cui viviamo il mondo.
“Dark Ecology” è una di queste.
Non è la natura ideale, perfetta e incontaminata che immaginiamo. È invece l’ombra, il disordine, l’attrito che convivono con noi e con l’ambiente.
In questo episodio esploriamo la visione radicale di Timothy Morton, che ci invita a riconoscere la frattura tra noi e la natura, tra ciò che possediamo e ciò che sentiamo davvero nostro.
Parliamo di un’ecologia che accoglie le ombre, le complessità e le contraddizioni. Un’architettura che smette di cercare la perfezione e inizia ad abbracciare l’imperfetto.
Spazi urbani vivi, ambigui, che mostrano le fratture e le rendono attraversabili.
Luoghi che non nascondono la fragilità del nostro paesaggio, ma la accolgono come parte dell’esperienza.
Perché progettare oggi significa confrontarsi con un mondo fragile e interconnesso, dove ogni gesto ha un impatto ecologico, culturale ed emotivo.
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
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Ci sono parole che sembrano leggere, semplici…
e invece contengono mondi complessi.
Basta fermarsi un momento, ascoltarle davvero.
“Confine” è una di queste.
Può essere una linea tracciata su una carta geografica.
O qualcosa di invisibile, una soglia sottile che divide chi appartiene da chi rimane ai margini.
In questo episodio esploriamo il significato profondo del confine: non solo come limite fisico, ma come spazio interiore, culturale, sociale.
Perché a volte, attraversare un confine è il primo passo per incontrarsi davvero.
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
Leggi di più: https://www.collater.al/architettura-confini-esilio-spazi-nuovi-podcast/
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Il benessere è anche una questione di spazio.
Ti è mai capitato di entrare in un luogo e sentirti subito a tuo agio, come se quello spazio sapesse accoglierti?
Non è magia. È architettura.
In questo episodio esploriamo il legame tra ambiente e salute mentale: dalle neuroscienze alla progettazione quotidiana, scopriamo come luce, materiali, silenzio e socialità possano diventare strumenti di cura.
Lo spazio non è neutro: può ferire, o guarire.
Ogni gesto progettuale è anche un atto terapeutico.
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
Leggi di più: www.collater.al/social-prescribing-progettare-salute-mentale-architettura-design
Fonti:
World Health Organization:
https://www.who.int/news/item/31-08-2020-in-who-global-pulse-survey-90-of-countries-report-disruptions-to-essential-health-services-since-covid-19-pandemicSarah Robinson: Nesting, Body, Dwelling
https://www.amazon.it/Nesting-Body-Dwelling-Sarah-Robinson/dp/0981966713
Social Prescribing in UK:
https://www.england.nhs.uk/personalisedcare/social-prescribing/?utm_source=chatgpt.com -
Le case che desideriamo, le vite che immaginiamo.
Perché ci affascinano così tanto le case perfette che vediamo in TV o sui social? E perché continuiamo a desiderarle, anche quando sappiamo che non ci rappresentano?
In questo primo episodio partiamo dal fenomeno del voyeurismo immobiliare per interrogarci sul senso profondo dell’abitare oggi. Tra desiderio di intimità, nuove forme di condivisione e sogni di proprietà, ci chiediamo: La casa è davvero un bene o è prima di tutto una relazione?
Un invito a guardare dentro e attraverso le finestre del nostro immaginario.
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina
Leggi di più:
www.collater.al/voyeurismo-immobiliare-cantiere-scandurra-architettura/
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Cantiere Scandurra è un podcast narrato da Alessandro Scandurra, architetto e fondatore di Scandurra Studio, che esplora come lo spazio, la città e l’architettura raccontino i cambiamenti della nostra società.
Con uno stile personale, tra riflessione culturale e racconto progettuale, il podcast intreccia storie, idee e luoghi, analizzando anche il contesto sociale, economico e simbolico in cui si muove l’architettura oggi.
Un viaggio sonoro tra spazi, relazioni e immaginari, per provare a rispondere a una domanda semplice solo in apparenza: come si costruisce una città che sappia accogliere la vita che cambia?
Un format di Scandurra Studio x Collater.al
Voce e contenuti: Alessandro Scandurra
Direzione e produzione creativa: Giorgia Trenta
Co-produzione: Andrea Balducci
Sviluppo editoriale: Stela Karabina